LEGGE FONDAMENTALE DI PHOENIX UNION
Sulla Sovranità, il Consiglio e la Protezione Collettiva delle Tradizioni Membre
VIGILANTIA · UNITAS · RENASCOR
Questa Legge è pubblicata in otto lingue — usa il selettore qui sopra.
PREAMBOLO
Phoenix Union è costituita come una libera comunità di ordini magici, coven, tradizioni, scuole e altre comunità magiche organizzate e indipendenti.
Il suo scopo non è unificare le loro dottrine, cancellare le loro differenze o creare una tradizione superiore.
Phoenix Union collega organizzazioni che hanno scelto di preservare il proprio cammino e, al tempo stesso, di accettare l'impegno della protezione reciproca.
Ogni membro resta sovrano.
Ogni membro è responsabile della propria tradizione.
E nessun membro di Phoenix Union viene lasciato solo quando è attaccato.
CAPITOLO I · PHOENIX UNION
Articolo 1 — Natura dell'Unione
Phoenix Union è un'alleanza di organizzazioni membre indipendenti.
L'adesione non crea alcuna superiorità di Phoenix Union sugli affari interni di un membro.
Ogni organizzazione membro conserva in particolare:
- la propria dottrina,
- la propria tradizione magica,
- la propria gerarchia,
- il proprio sistema di iniziazione,
- le proprie regole,
- i propri beni,
- la propria guida,
- le proprie procedure rituali e magiche.
Phoenix Union non può decidere chi debba guidare un'organizzazione membro.
Una disputa interna di un'organizzazione membro non è una disputa di Phoenix Union, a meno che non incida direttamente sui diritti o sulla sicurezza di altri membri dell'Unione.
CAPITOLO II · IL CONSIGLIO DELLA FENICE
Articolo 2 — Composizione del Consiglio
L'organo comune supremo di Phoenix Union è il Consiglio della Fenice.
Ogni organizzazione membro è rappresentata nel Consiglio esclusivamente dal proprio attuale rappresentante supremo.
Il titolo della carica non è decisivo. Può essere in particolare un sommo sacerdote, una somma sacerdotessa, un gran maestro o un'altra autorità suprema secondo la tradizione del membro.
Ogni organizzazione membro ha un voto.
Il mandato di un membro del Consiglio:
- non può essere delegato,
- non può essere trasferito,
- non può essere rappresentato.
Articolo 3 — Cambio del rappresentante supremo
Phoenix Union non nomina sostituti per i membri del Consiglio.
Se il rappresentante supremo non è in grado di svolgere il proprio ufficio, è questione esclusiva dell'organizzazione interessata risolvere la propria guida secondo le proprie regole.
La persona che diventa il nuovo rappresentante supremo di un'organizzazione membro secondo le sue regole acquisisce così il suo seggio nel Consiglio della Fenice.
CAPITOLO III · L'IMPEGNO DI PROTEZIONE COLLETTIVA
Articolo 4 — Impegno fondamentale
Con l'adesione a Phoenix Union, ogni organizzazione accetta l'impegno di fornire assistenza a un altro membro su debita attivazione del Protocollo della Fenice.
Questa assistenza non è un gesto volontario.
È un dovere di membro.
Articolo 5 — Unità di scopo, libertà dei mezzi
Phoenix Union stabilisce uno scopo protettivo comune.
Non prescrive tuttavia un'unica tecnica magica ai suoi membri.
Ogni organizzazione opera con i mezzi della propria tradizione, salvo che la presente Legge o una decisione del Consiglio per uno specifico regime dispongano altrimenti.
Vale il seguente principio:
Uno scopo. Molte tradizioni.
CAPITOLO IV · ATTIVAZIONE DEL PROTOCOLLO DELLA FENICE
Articolo 6 — Autorità di attivazione
Il Protocollo della Fenice può essere attivato per conto di un'organizzazione membro esclusivamente dal suo rappresentante supremo.
Nessun altro può attivare la Fenice per conto di un membro.
Articolo 7 — Notifica dell'incidente
Il rappresentante che attiva deve riferire in particolare:
- l'esistenza dell'incidente,
- il carattere noto o presunto dell'influenza,
- le persone o le strutture colpite,
- il livello della Fenice richiesto,
- i riscontri disponibili rilevanti per il lavoro comune.
L'attivazione non implica l'obbligo di rivelare segreti di iniziazione o tecniche non pubbliche della tradizione interessata.
CAPITOLO V · DOTTRINA COMUNE DEI LIVELLI I–V
Articolo 8 — Carattere dei livelli protettivi
I livelli da PHOENIX I a PHOENIX V costituiscono la dottrina protettiva comune dell'Unione.
Dal primo livello in poi, all'interno della comprensione magica delle singole tradizioni membre, possono aver luogo:
misure protettive, interruzione dell'influenza, purificazione, chiusura dei legami e misure di ritorno.
Se la tradizione interessata riconosce il principio del triplice ritorno, può applicarlo all'interno del proprio sistema rituale.
Il principio fondamentale dei livelli I–V, tuttavia, rimane:
La Fenice protegge e risponde all'influenza rilevata.
CAPITOLO VI · PHOENIX I — TRIADE
Articolo 9
PHOENIX I rappresenta il livello base di protezione dell'alleanza.
Accanto all'organizzazione attaccata, almeno tre organizzazioni membre di Phoenix Union si uniscono all'operazione.
Lo scopo è creare rapidamente una protezione collettiva, senza dover mobilitare l'intera Unione.
CAPITOLO VII · PHOENIX II — CERCHIO
Articolo 10
PHOENIX II viene attivato quando l'incidente continua o aumenta di portata.
Il numero di organizzazioni o membri partecipanti è ampliato rispetto al primo livello secondo le regole di mobilitazione prestabilite di Phoenix Union.
Il compito è rafforzare la protezione collettiva già in corso.
CAPITOLO VIII · PHOENIX III — EGIDA
Articolo 11
PHOENIX III rappresenta un'estesa mobilitazione collettiva.
Almeno un terzo della capacità di membri disponibile di Phoenix Union entra nel regime protettivo.
Articolo 12 — Protezione del Consiglio
Un incidente diretto contro un attuale membro del Consiglio della Fenice in relazione al suo ufficio o alla sua posizione di rappresentante supremo di un'organizzazione membro apre automaticamente almeno:
PHOENIX III — EGIDA
In tal caso non si applica un livello inferiore.
Se Phoenix Union ha, per esempio, 600 membri disponibili, il terzo livello rappresenta la mobilitazione di almeno 200 membri.
CAPITOLO IX · PHOENIX IV — BASTIONE
Articolo 13
PHOENIX IV è uno stato protettivo straordinario ed esteso.
Viene attivato in particolare quando:
- i livelli precedenti non sono riusciti a porre fine all'incidente,
- l'incidente continua a diffondersi,
- sono colpite più parti dell'Unione,
- o la sua struttura comune è immediatamente minacciata.
Vengono mobilitati circa due terzi della capacità dell'Unione.
CAPITOLO X · PHOENIX V — SCUDO TOTALE
Articolo 14 — Mobilitazione totale
PHOENIX V è il livello più alto della protezione collettiva ordinaria.
La sua attivazione crea un obbligo di partecipazione per tutte le organizzazioni membre di Phoenix Union.
Nessun membro può rifiutare la partecipazione soltanto perché l'incidente non è sorto originariamente nella propria organizzazione.
Articolo 15 — Scudo Totale
Nel regime dello Scudo Totale, le capacità protettive disponibili dell'Unione vengono attivate simultaneamente.
Ogni tradizione continua a usare il proprio sistema.
LO SCUDO TOTALE è il livello difensivo finale del Protocollo della Fenice.
CAPITOLO XI · ESCALATION
Articolo 16
La sequenza base di escalation è:
Non è necessario passare attraverso ogni livello in sequenza se la natura dell'incidente richiede direttamente un livello superiore ai sensi della presente Legge.
CAPITOLO XII · SCUDO SPEZZATO
Articolo 17 — Natura dello Scudo Spezzato
LO SCUDO SPEZZATO non è il sesto livello del Protocollo della Fenice.
È un regime straordinario separato.
Dichiarandolo, il Consiglio attesta che la dottrina protettiva e di ritorno ordinaria non è riuscita a porre fine a una minaccia persistente e che sono soddisfatte le condizioni per un passaggio a una contro-operazione magica attiva.
Articolo 18 — Autorità di attivazione
Lo Scudo Spezzato non può essere attivato da:
- un singolo membro dell'Unione,
- una singola organizzazione membro,
- o un singolo membro del Consiglio.
Solo il Consiglio della Fenice può dichiararlo.
Articolo 19 — Votazione
Per l'attivazione dello Scudo Spezzato deve votare a favore la maggioranza di tutte le organizzazioni membre di Phoenix Union.
Vale quanto segue:
Un'organizzazione = un voto.
È decisivo il numero di tutti i membri del Consiglio, non soltanto quello dei presenti.
Se Phoenix Union ha 20 organizzazioni membre, sono quindi necessari almeno 11 voti a favore.
CAPITOLO XIII · CAMBIAMENTO DI DOTTRINA SOTTO LO SCUDO SPEZZATO
Articolo 20
La dichiarazione dello Scudo Spezzato rappresenta, all'interno del quadro magico interno dell'Unione, un passaggio da una dottrina reattiva a una contro-operazione magica attiva.
Per la sua continuazione non è più necessario attendere ogni ulteriore singolo atto della parte avversa.
La base decisiva è il mandato concesso dal Consiglio della Fenice.
Articolo 21 — Tradizioni confrontazionali
Dopo la dichiarazione dello Scudo Spezzato possono essere attivate tradizioni membre specializzate in sistemi magici confrontazionali o della mano sinistra.
All'interno dei propri sistemi spirituali e rituali possono anche usare pratiche che la loro tradizione designa, per esempio, come:
- maledizioni,
- legature,
- inversione rituale,
- recissione dei legami,
- rituali di confronto,
- o altre procedure magiche offensive.
Phoenix Union non determina la teologia né la metodologia magica delle singole tradizioni.
Articolo 22 — Limiti del mandato
Lo Scudo Spezzato è un mandato per una contro-operazione magica o rituale all'interno delle credenze e delle tradizioni dei membri.
Non è un'autorizzazione alla violenza fisica, al danneggiamento di beni, alle minacce, allo stalking, alle molestie o a qualsiasi altra condotta illecita verso persone reali.
Questo limite non può essere rimosso da una decisione del Consiglio.
CAPITOLO XIV · CESSAZIONE DELLO SCUDO SPEZZATO
Articolo 23
Lo Scudo Spezzato dura fino a quando il Consiglio della Fenice decide la sua cessazione.
Alla cessazione del mandato attivo, tutte le strutture membre tornano al regime protettivo o ordinario pertinente.
Del risultato dell'operazione si redige un verbale interno del Consiglio.
CAPITOLO XV · DIVIETO DI ABUSO DELLA FENICE
Articolo 24
Il Protocollo della Fenice non può essere attivato allo scopo di:
- regolare vendette personali,
- imporre dispute private,
- ottenere vantaggi su un'altra tradizione,
- sopprimere un legittimo dissenso,
- o trascinare l'Unione in un conflitto che il rappresentante attivante presenta scientemente e falsamente come un attacco.
L'abuso intenzionale del Protocollo della Fenice costituisce una grave violazione degli impegni di un'organizzazione membro.
CAPITOLO XVI · SOVRANITÀ DELLE TRADIZIONI
Articolo 25
Nessuna organizzazione membro è obbligata a consegnare a un'altra organizzazione:
- segreti di iniziazione,
- rituali non pubblici,
- procedure magiche interne,
- l'identità di persone la cui identità non è necessaria all'operazione,
- o altre parti protette della propria tradizione.
La difesa collettiva non significa proprietà collettiva della conoscenza.
CAPITOLO XVII · PRINCIPI FONDAMENTALI DELLA FENICE
Articolo 26
Phoenix Union riconosce i seguenti principi:
- Sovranità — Ogni tradizione resta se stessa.
- Uguaglianza — Un'organizzazione membro, un voto.
- Autorità suprema — Solo il rappresentante supremo di un'organizzazione membro siede nel Consiglio.
- Indivisibilità del mandato — Né il mandato nel Consiglio né il diritto di attivare la Fenice possono essere delegati.
- Protezione collettiva — Una Fenice debitamente attivata stabilisce l'obbligo di aiutare.
- Proporzionalità della mobilitazione — L'ampiezza del coinvolgimento cresce con il livello dell'incidente.
- Libertà della tradizione — Lo scopo è comune; la tecnica resta materia di ogni tradizione.
- Protezione del Consiglio — Un incidente contro un membro del Consiglio apre almeno PHOENIX III.
- Scudo Totale — PHOENIX V significa mobilitazione totale delle organizzazioni membre.
- Scudo Spezzato — Solo una maggioranza dell'intero Consiglio della Fenice può autorizzare il passaggio a una contro-operazione magica attiva.
- Rappresentanza e continuità — Il mandato del Praeses è elettivo e limitato nel tempo; la continuità dell'Unione è affidata alla carica permanente del Cancellarius.
- Incompatibilità delle cariche — Nessuno può ricoprire contemporaneamente la carica di Praeses e di Cancellarius, nemmeno temporaneamente.
- Successione della rappresentanza — Il Vicepraeses è eletto nello stesso voto del Praeses e assume automaticamente la carica se il mandato termina in anticipo.
- Rotazione della carica — Nessuno può essere eletto più di due volte consecutivamente; poi almeno un mandato completo di quattro anni va saltato.
- La controversia prima dell'escalation — Una controversia tra membri si risolve con il meccanismo dell'Unione; il Protocollo della Fenice non può essere usato contro un altro membro prima dell'esaurimento di quel meccanismo.
- L'Unione dietro il suo membro — In una controversia esterna la Fenice sta dietro il suo membro e insieme valuta imparzialmente le condizioni della protezione collettiva.
CAPITOLO XVIII · DIREZIONE DELL'UNIONE
Articolo 27 — Rappresentanza transitoria
Fino al 31 dicembre 2026 l'Unione è rappresentata all'esterno congiuntamente dai suoi tre fondatori: Noctira, Drakar Tenebris, Magus Arcani.
Ciascuno di essi può rappresentare l'Unione autonomamente nella comunicazione, nei negoziati e nei contatti diplomatici.
Un singolo fondatore non può però assumere un impegno fondamentale a nome di tutta l'Unione; un trattato fondamentale, un impegno assunto o una posizione politica ufficiale richiedono le regole del Consiglio della Fenice o il consenso di tutti e tre i fondatori.
Ciò evita future dispute su chi abbia vincolato l'Unione e a che cosa.
Articolo 28 — Praeses Consilii Phoenicis
Il Praeses Consilii Phoenicis presiede il Consiglio della Fenice e, dal 1º gennaio 2027, è il principale rappresentante dell'Unione all'esterno.
La carica è elettiva e legata a un mandato; non è ereditaria né permanente. Il mandato del Praeses è di quattro anni.
La prima elezione si tiene il 1º gennaio 2027; il primo mandato ordinario copre quindi 2027–2030, con la prossima elezione all'inizio del 2031.
Il Praeses guida il Consiglio e rappresenta l'Unione, ma non decide da solo: le decisioni dell'Unione restano al Consiglio.
Un Praeses che completa un secondo mandato consecutivo non può più candidarsi; se resta il rappresentante supremo di un'organizzazione membro, resta membro del Consiglio della Fenice e ne conserva il voto.
Limite di elezioni: nessuno può essere eletto Praeses più di due volte consecutivamente. Deve poi saltare almeno un mandato completo di quattro anni; trascorso questo, l'ex Praeses è nuovamente eleggibile.
Esempio: 2027–2030 primo mandato, 2031–2034 secondo mandato, 2035–2038 non eleggibile, di nuovo eleggibile dall'elezione per il 2039–2042.
Articolo 29 — Vicepraeses Consilii Phoenicis
Il Vicepraeses Consilii Phoenicis è istituito dal primo mandato ordinario, cioè dal 1º gennaio 2027.
Il Vicepraeses non è nominato a posteriori: è legittimato dalla stessa elezione del Praeses, come candidato con il secondo maggior numero di voti nel voto principale.
Se il Praeses è temporaneamente impedito, il Vicepraeses lo supplisce.
Se la carica di Praeses cessa — per decesso, dimissioni o revoca —, il Vicepraeses diventa automaticamente Praeses per il resto del mandato quadriennale. Non viene nominato alcun Praeses temporaneo e non si tiene alcuna elezione straordinaria.
Se la carica di Vicepraeses è vacante, o il Vicepraeses non può o non vuole accettarla, subentra il candidato terzo nell'ultima elezione ordinaria; se nemmeno questo è possibile, il quarto; solo dopo il Consiglio elegge un nuovo Vicepraeses al proprio interno.
Per tutta la durata della carica il Vicepraeses deve essere membro del Consiglio della Fenice; se quel mandato cessa, cessa con esso anche la carica di Vicepraeses (articolo 33).
Articolo 30 — Elezione del Praeses: nomina, voto principale e parità
L'elezione del Praeses si svolge in due turni, che sono due fasi politiche distinte.
Nel turno di nomina ogni membro del Consiglio della Fenice ha due voti. Al massimo uno può essere dato a se stesso; il secondo voto deve essere dato a un altro candidato. Ogni organizzazione vota tramite il proprio rappresentante supremo — il Consiglio vota quindi con i voti delle organizzazioni membre, non con quelli dei loro singoli membri.
I quattro candidati con il totale più alto nel turno di nomina accedono al voto principale.
Nel voto principale i voti di nomina vengono annullati e tutti i membri del Consiglio votano di nuovo, soltanto tra questi quattro candidati.
Il candidato con il maggior numero di voti diventa Praeses Consilii Phoenicis; quello con il secondo maggior numero diventa Vicepraeses Consilii Phoenicis. Il terzo e il quarto posto non conferiscono di per sé una carica, ma determinano l'ordine per coprire una carica vacante di Vicepraeses.
Se una parità è decisiva per l'accesso al voto principale o per il primo o il secondo posto, si tiene un ballottaggio tra i candidati interessati; se è ancora parità, si vota di nuovo con le stesse regole; in caso di terza parità decide il sorteggio.
Il Cancellarius non è eleggibile alla carica di Praeses e il suo voto non è mai decisivo. Il suo voto può quindi andare sempre e solo a un altro candidato.
L'esito di entrambi i turni è registrato nell'archivio interno della Fenice.
Il modello a due turni significa che nessuno ottiene la direzione solo con una maggioranza relativa tra molti candidati: il turno di nomina ne seleziona quattro e solo dopo si svolge la vera elezione della direzione.
Con 300 organizzazioni membre il Consiglio esprimerebbe 600 voti di nomina, ma al voto principale accederebbero solo quattro candidati.
Articolo 31 — Cancellarius Phoenicis
Il Cancellarius Phoenicis è una carica permanente e non elettiva.
Il Cancelliere garantisce la continuità dell'Unione, la sua infrastruttura amministrativa e tecnica e lo sviluppo dei sistemi interni.
La carica non dipende quindi dal ciclo quadriennale del Praeses.
La carica di Cancellarius non è legata alla direzione di un'organizzazione membro. Un Cancellarius può cessare di essere rappresentante supremo della propria organizzazione, consegnare il suo voto nel Consiglio al successore e cessare di essere membro del Consiglio — e restare Cancellarius Phoenicis.
La carica di Cancellarius non crea nel Consiglio della Fenice né un seggio proprio né un voto proprio.
Se il Cancellarius è allo stesso tempo rappresentante supremo di un'organizzazione membro, dispone di esattamente un voto — quello di quell'organizzazione. La sua legittimazione a votare nel Consiglio deriva dall'organizzazione membro, non dalla carica di Cancellarius.
Se il Cancellarius cessa di essere rappresentante supremo di quell'organizzazione, il voto passa con la carica al suo successore, mentre la carica di Cancellarius rimane a lui.
Il Cancellarius può quindi partecipare ai lavori del Consiglio e a ogni elezione del Praeses finché dirige la propria organizzazione — e non può mai assumere la presidenza, perché la carica di Cancellarius è incompatibile con quella di Praeses (articolo 32).
Articolo 32 — Incompatibilità delle cariche e vacanza
La carica di Cancellarius Phoenicis è incompatibile con quella di Praeses Consilii Phoenicis.
Il Cancellarius non può essere eletto Praeses né assumere la carica nemmeno temporaneamente.
Il mandato rappresentativo non è mai trasferito al Cancellarius, nemmeno in caso di vacanza della carica di Praeses: la successione spetta al Vicepraeses.
Articolo 33 — Eleggibilità legata all'appartenenza al Consiglio
Solo un membro del Consiglio della Fenice può essere eletto Praeses o Vicepraeses, e questa eleggibilità deve durare per tutto il tempo di esercizio della carica.
L'appartenenza al Consiglio deriva dalla posizione di rappresentante supremo di un'organizzazione membro. Se una persona cessa di essere rappresentante supremo della propria organizzazione, cessa di essere membro del Consiglio.
Se il mandato nel Consiglio cessa, la carica nella presidenza cessa nello stesso istante. Non serve votare una revoca né rassegnare dimissioni: è semplicemente venuta meno la condizione fondamentale per esercitare la carica.
Lo stesso vale per il Vicepraeses.
Se la carica di Praeses si libera in questo modo, il Vicepraeses diventa automaticamente Praeses e completa il mandato quadriennale originario.
La carica vacante di Vicepraeses è coperta dal candidato che è arrivato terzo nell'ultima elezione — purché sia ancora membro del Consiglio e accetti la carica. Se ciò non è possibile, subentra il candidato del quarto posto. Se nessuno è disponibile, il Consiglio elegge un nuovo Vicepraeses al proprio interno.
Se il Praeses e il Vicepraeses perdono contemporaneamente il mandato nel Consiglio, si applica lo stesso ordine dell'ultima elezione, oppure il Consiglio tiene un'elezione straordinaria.
Un'organizzazione membro non può revocare il Praeses di Phoenix Union — non ne ha il potere. Può però sostituire il proprio rappresentante supremo secondo le proprie regole. Se quella persona era il Praeses, la fine della sua carica è solo la conseguenza automatica di un cambiamento interno alla sua organizzazione.
Il mandato del Praeses e del Vicepraeses si fonda sull'appartenenza al Consiglio. Il mandato del Cancellarius si fonda sulla continuità di Phoenix Union.
Articolo 34 — Limite di elezioni e completamento di un mandato altrui
Il limite della carica di Praeses si conta in elezioni: nessuno può essere eletto Praeses più di due volte consecutivamente.
Poi deve saltare almeno un mandato completo di quattro anni; trascorso questo, l'ex Praeses è nuovamente eleggibile.
Il completamento del resto di un mandato altrui non conta come mandato ordinario — è il completamento di un mandato già affidato a un'altra persona.
Esempio: qualcuno completa il resto di un mandato altrui per alcuni mesi, può poi essere eletto ordinariamente due volte di seguito (per esempio 2031–2034 e 2035–2038) e deve poi saltare un mandato intero. La regola precedente, che computava un mandato abbreviato di più di due anni come mandato intero, non si applica più.
Articolo 35 — I quattro livelli di autorità
La direzione dell'Unione è costruita su quattro livelli separati:
- Il Consiglio decide — Il Consiglio della Fenice resta la più alta autorità collettiva dell'Unione: un'organizzazione membro, un voto.
- Il Praeses rappresenta e presiede — Una carica elettiva con mandato quadriennale: guida il Consiglio e rappresenta l'Unione all'esterno.
- Il Vicepraeses garantisce la successione della rappresentanza — Eletto nello stesso voto: supplisce e assume la carica se il mandato termina prematuramente.
- Il Cancellarius garantisce la continuità del sistema — Una carica permanente che tiene in funzione l'Unione: amministrazione, infrastruttura tecnica e sistemi interni.
Il Consiglio decide.
Il Praeses rappresenta e presiede.
Il Vicepraeses garantisce la successione della rappresentanza.
Il Cancellarius garantisce la continuità del sistema.
CAPITOLO XIX · PAX PHOENICIS — RISOLUZIONE DELLE CONTROVERSIE
Articolo 36 — Natura di Pax Phoenicis
Pax Phoenicis è il protocollo di risoluzione delle controversie. Sta separatamente accanto al Protocollo della Fenice: protezione e risoluzione delle controversie sono due sistemi distinti.
Pax Phoenicis ha due rami: Concordia Phoenicis per le controversie tra membri dell'Unione e Causa externa per una controversia tra un membro e un'organizzazione non membro.
Scopo è risolvere la controversia prima che diventi un incidente che richieda protezione collettiva.
Prima cerchiamo di risolvere la controversia.
Se si presentano le condizioni della protezione, nessun membro resta solo.
Articolo 37 — Concordia Phoenicis: controversia tra membri
In una controversia tra due organizzazioni membre la Fenice agisce come vero arbitro: entrambe le parti hanno accettato la Legge fondamentale e hanno pari diritti.
Il procedimento ha quattro gradi:
- Consultazione — un membro segnala la controversia all'Unione; non è ancora un'attivazione protettiva. Il Cancellarius apre il caso e raccoglie posizioni e documentazione.
- Conciliazione — l'Unione offre alle parti una negoziazione istituzionale diretta per chiudere la questione senza decidere sulla colpa.
- Mediazione — persone neutrali della Fenice aiutano le parti a trovare un accordo; nessuno direttamente legato a una delle parti può essere mediatore.
- Arbitrato — un panel indipendente dell'Unione può constatare una violazione delle regole dell'Unione e determinare un rimedio istituzionale.
Entrando nella Fenice, un'organizzazione membro accetta in anticipo che alcune controversie interorganizzative possano essere sottoposte a quel panel.
Articolo 38 — Divieto di escalation interna
Nessuna organizzazione membro può usare il Protocollo della Fenice come strumento contro un'altra organizzazione membro prima dell'esaurimento del meccanismo di risoluzione delle controversie dell'Unione.
L'eccezione è la protezione immediata davanti a un incidente grave in corso.
Una controversia tra membri sale verso l'Unione, non va lateralmente nell'escalation.
Dentro l'Unione non si formano schieramenti. Entrambe le organizzazioni sono su un piano di parità davanti all'organo dell'Unione.
Articolo 39 — Causa externa: controversia con un non membro
In una controversia con un'organizzazione non membro la Fenice non sta tra le parti. Sta dietro il suo membro.
Un'organizzazione non membro non ha accettato la Legge fondamentale, quindi la Fenice non può obbligarla al proprio arbitrato. Può però offrirle negoziato e mediazione — e rappresentare il suo membro.
Non appena un membro sottopone la controversia all'Unione, una controversia individuale può diventare una controversia condotta anche al livello di Phoenix Union.
L'organizzazione esterna non tratta più solo con un coven di venti membri, ma con una controparte istituzionale.
Articolo 40 — Sostegno istituzionale e assunzione della controversia
Una controversia esterna ha tre passi:
- Presentazione della controversia — la Fenice concede automaticamente al membro sostegno istituzionale e registra il caso.
- Assunzione della controversia da parte dell'Unione — la Fenice può agire verso la parte non membro insieme al membro: comunicare, chiedere chiarimenti, proporre soluzioni e difendere gli interessi del suo membro.
- Valutazione del motivo di protezione — se risulta che si tratta di un incidente rientrante nella Legge fondamentale, non è più soltanto una controversia e si attiva il grado corrispondente di protezione collettiva.
Se la questione si risolve con il negoziato, il meccanismo di protezione non deve necessariamente essere attivato.
Articolo 41 — Imparzialità nella valutazione del motivo di protezione
La Fenice non è neutrale verso il proprio membro. È però imparziale nel determinare se sussistono le condizioni dell'escalation collettiva.
La rappresentanza collettiva non è una dichiarazione di innocenza o di buon diritto del membro.
Un membro che ha provocato il conflitto e poi chiama l'Unione conta su una valutazione che potrebbe non essergli favorevole.
Articolo 42 — Commissio Causarum Phoenicis
Pax Phoenicis è gestito dalla Commissio Causarum Phoenicis — un corpo di commissari incaricati dell'Unione. Le organizzazioni membre possono nominarvi persone proprie: per esempio qualcuno esperto nella tradizione in questione, qualcuno per la documentazione, un altro per la comunicazione o l'analisi.
Per un caso concreto dal corpo si forma una commissione di caso, di norma da cinque a nove membri secondo la complessità del caso. Non c'è ragione di fissare un numero unico per tutto.
Se un caso riguarda un campo in cui più tradizioni sono particolarmente competenti, la commissione può cooptarne le persone — non perché siano rappresentanti supremi, ma perché comprendono quel tema specifico.
Una controversia di un membro della Fenice non deve quindi essere istruita da tredici sommi sacerdoti e gran maestri. Vi possono lavorare più persone di diverse organizzazioni membre.
Articolo 43 — La conclusione della commissione
La commissione ha tre esiti chiaramente separati, e lì termina il suo potere decisionale:
- Accertamento dei fatti — ciò che la commissione ha stabilito dai materiali: ciò che considera provato, non provato o contestato.
- Classificazione del caso — ciò che il caso rappresenta secondo la commissione: una controversia ordinaria, una violazione delle regole, un incidente che richiede protezione, un'escalation grave.
- Raccomandazione al Consiglio — ciò che, secondo la commissione, la Fenice dovrebbe fare.
La commissione non sta sopra il Consiglio: gli prepara un caso istruito professionalmente, perché i rappresentanti supremi non decidano alla cieca.
Articolo 44 — Ripartizione dei poteri: la commissione istruisce, il Consiglio corregge
La decisione finale resta ai rappresentanti supremi delle organizzazioni membre — sono loro a portare l'autorità e la responsabilità delle loro organizzazioni. La commissione ha autorità tecnica; il Consiglio ha il mandato.
Il Consiglio non deve accettare la raccomandazione della commissione. Può adottare misure più dure o più miti, ma solo nei limiti che la Legge fondamentale gli consente.
Il Consiglio non vota però contro i fatti. Dove la commissione ha accertato i fatti, il Consiglio può in particolare:
- prendere atto dell'accertamento dei fatti dissentendo dalla sua valutazione;
- ritenere l'istruttoria insufficiente e rinviare il caso alla commissione per integrazione;
- accettare l'accertamento dei fatti ma adottare misure diverse da quelle raccomandate.
Dopo la presentazione della relazione finale, qualsiasi membro del Consiglio può presentare un progetto di risoluzione alternativo. Il Consiglio vota poi sui progetti secondo il suo regolamento.
La commissione accerta.
Il Consiglio decide.
Il Praeses rappresenta.
Il Cancellarius garantisce la continuità.
Articolo 45 — Conflitto di interessi
In una controversia tra membro A e membro B, persone di A o di B non possono decidere l'esito dell'istruttoria. Possono fornire materiali, avere il proprio rappresentante di contatto e pronunciarsi, ma la commissione è composta da altre organizzazioni.
In una controversia con un non membro l'organizzazione membro può cooperare molto attivamente, ma le sue persone non possono scrivere esse stesse la conclusione finale di aver avuto ragione. La conclusione finale deve essere portata dalla Fenice tramite la sua commissione.
Proprio questo dà alla conclusione molto più peso verso un soggetto esterno.
Articolo 46 — Il ruolo del Cancellarius nel procedimento
Il Cancellarius non decide sulla colpa.
Il Cancellariát gestisce l'intero sistema dei casi: numero di caso, fascicolo elettronico, autorizzazioni, audit delle modifiche, custodia delle prove, archivio, voto della commissione, comunicazione tra organizzazioni e successiva conservazione delle decisioni.
Lo stesso vale per i sistemi di voto dell'Unione: l'amministrazione tecnica del sistema non conferisce alcuna autorità politica. Il Cancellarius e gli amministratori da lui nominati possono ripristinare un servizio o riparare un guasto, ma non possono, con la funzione di amministratore, modificare un voto depositato, l'esito di una votazione né una decisione adottata dal Consiglio. Ogni intervento sui sistemi di voto è registrato in un audit che non può essere riscritto.
Articolo 47 — Rapporto con il protocollo di protezione
Pax Phoenicis serve a risolvere una controversia. La protezione collettiva rimane nel Protocollo della Fenice.
Se la commissione accerta durante l'istruttoria che non è più solo una controversia e che sussistono le condizioni del protocollo di protezione: CAUSA → PROTECTIO PHOENICIS I–V.
Il passaggio è possibile solo se le condizioni di protezione sussistono indipendentemente dalla conduzione della controversia. Broken Shield resta un'escalation straordinaria separata che né un singolo membro né una sola organizzazione possono avviare; solo il Consiglio può autorizzarla con la maggioranza richiesta.
DISPOSIZIONE FINALE
L'adesione a Phoenix Union non è soltanto un diritto di avvalersi della protezione degli altri.
È al tempo stesso una promessa che, se un altro membro ha bisogno della Fenice, gli altri si leveranno in sua difesa.
Nessuna organizzazione membro rinuncia alla propria identità adottando questa Legge.
Rinuncia soltanto al diritto di dire:
«Questo attacco non ci riguarda.»
Perché dal momento dell'accettazione in Phoenix Union vale quanto segue:
Si può essere attaccati.
Ma non si resterà mai soli.
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